Fabrizio De Andrè e Luigi Tenco: serata magica!

tenco deandre gm 2018

Bellissima serata dedicata a Luigi Tenco e Fabrizio De Andrè, sabato 11 agosto a Bracciano: “Io sono uno che viaggia in direzione ostinata e contraria”.

L’evento, con una cornice di pubblico numerosissimo che ha occupato in ogni ordine di posti la stupenda location del chiostro degli Agostiniani, ha proposto un percorso musicale che ha spaziato da brani storici di Luigi Tenco come Mi sono innamorato di te, Quando, Un giorno dopo l’altro, Lontano lontano fino alla versione originale dell’ultimo brano eseguito dall’artista nel 1967 prima di perdere la vita; Ciao Amore, ciao. Un testo dal carattere pacifista che recava il titolo Li vidi tornare ma che fu dichiarato non idoneo e perciò censurato dai discografici per una kermesse nazional popolare come il Festival di San Remo.

Lo spettacolo ha proposto inoltre alcuni dei successi più significativi di Fabrizio De Andrè: da Preghiera in Gennaio, scritta per la morte di Tenco e riproposta in una versione molto intimista ed emozionante interpretata da Michele Mastroianni accompagnato alla chitarra da Alessandro Lembo, fino ai brani scritti dopo il sequestro, Hotel Supramonte con una bella interpretazione vocale di Laura Ferranti; Quello che non ho che ha evidenziato la grande bravura al basso di Nino Di Gregorio; Canto del servo pastore accompagnato alla batteria dal giovane e talentuoso Francesco Lembo, con una incursione nell’album La Buona Novella con il Testamento di Tito con il raffinato Pino Magliani alla batteria. Il finale non poteva che essere il brano Via del Campo, vera icona del maestro.

Lo spettacolo, che ha incluso due testimonianze video degli artisti, è stato impreziosito dalla recitazione di Rossella Campolo di alcuni testi tratti da scritti e pensieri dei due cantautori. Un grande ringraziamento ai nostri tecnici: Francesco Loppini – audio, Adriana Giordano – video e Ludovico Sanna – luci, che hanno contribuito alla buona riuscita dell’evento.

L’”Elogio della solitudine” di Faber che ci suggerisce come la ricerca del contatto con il circostante “fatto non soltanto dei nostri simili ma anche di tutto l’universo” passa anche dai momenti di solitudine che ognuno di noi attraversa, costituisce il messaggio che Generazione Musica ha voluto regalare all’attento e partecipe pubblico presente che ringraziamo ancora una volta per l’apprezzamento dimostrato.